Tommaso Bonaventura

IF I WERE MAO

Per la sua serie fotografica IF I WERE MAO, l’artista Tommaso Bonaventura ha seguito gli attori cinesi specializzati nelle imitazioni di Mao, che ogni giorno recitano in molte zone del paese, convincendoli ad essere fotografati.

Dal vestito grigio, simbolo della rivoluzione culturale all'uniforme militare, dal modo particolarissimo in cui teneva la sigaretta alle sue mimiche e tic, i sosia di Mao studiano ogni dettaglio qualche volta anche ricorrendo alla chirurgia plastica pur di assomigliargli il più possibile.

Questa moltiplicazione dei Mao attraverso la serie fotografica propone una distanza critica e ironica.  Le intenzioni degli attori non muovono da una forma di derisione, bensì da un’omaggio all'imperatore della storia ufficiale della Cina. Quello che il nostro occhio occidentale qualificherebbe come un bene di consumo è un favoloso strumento di propaganda a servizio del Partito Comunista Cinese. Eroe di una formidabile industria cinematografica, di serie TV, di animazioni 3D e di film storici - considerando la censura nei confronti della satira politica in Cina - Mao è utilizzato dal partito come un “alibi rivoluzionario moderno”. Quello che questi sosia incarnano, con fierezza e deferenza, è una cultura di massa cinese che lentamente soddisfa un processo di deificazione surrealista del Mao superstar.

Dall’introduzione di Elsa Fremont sul numero 7 di Else, Musée de l’Elysée.

La mostra sarà allestita presso la chiesa di San Tommaso

Fulvio Bugani

“SOUL” Y SOMBRA
Cuba è un paese molto diverso e molto più complesso rispetto a come è spesso descritto. E’ incantevole e affascinante, non solo per le sue bellezze naturali, come qualcuno potrebbe pensare, ma per le persone stesse. Essi sono il vero "monumento” di Cuba. E’ il loro spirito che rende questo luogo magico.
Per descrivere questo paese e coglierne le tante sfaccettature si deve indagare ciò che sta sotto la superficie. È necessario mescolarsi con la gente, lasciarsi trasportare dalla palpitante vita cubana, sperimentandone la ricchezza culturale, facendosi travolgere dal quel saporito
mix di libertà e chiusura, di rivoluzione appassionata e mesta rassegnazione. Con questo lavoro, Fulvio Bugani ha voluto descrivere questo mondo luminoso, colorato, pieno di vita, misterioso, libero ma allo stesso tempo ingabbiato, fatto di ritmo, passione e forti contrasti, rappresentando suggestive scene di vita quotidiana in cui la luce diventa un tratto fondamentale dello scatto, essendone sia il protagonista che il mezzo espressivo per catturare la complessa anima di Cuba. Le ombre profonde sono, a loro volta, utilizzate come attori immaginari, metafore di quel lato sfuggente dell’isola che è difficile da afferrare. Una sorta di altro mondo, che non è così visibile ma comunque presente.

La mostra sarà allestita presso la "Casa di San Tommaso" nel quartiere Castello

Giulio Di Sturco

GANGES

Tutto sta accadendo allo stesso momento  lungo il Gange con l'8 % della popolazione mondiale che risiede lungo le sue rive. Il cambiamento climatico è visibile con lo scioglimento dei ghiacciai sulle vette dell’ Himalaya , il livello del mare si alza e minaccia di sommergere le coste formate dai Sundarbans; la salinizzazione dei terreni provoca danni irreversibili per l'ecologia fragile lungo il corso del fiume. Le dighe sono state costruite a scapito del fiume e delle comunità che vivono sulle sue rive. L'inquinamento costante delle acque con rifiuti, industriali, chimici e biologici rende la malattia e la morte un richiamo costante e spesso casuale della nostra fragilità.

Il Gange è fondamentale per la vita quotidiana e spirituale del popolo Indiano, e acque danno loro immensa ricchezza spirituale, ma l'avidità urgente di prosperare e sopravvivere sta causando conseguenze irreversibili.

Ho cominciato a fotografare  il Gange nel 2008. All'epoca non tutto quello che vedevo in India era affascinante o vibrante. Mi interessava la luce, quel sole debole e quella luce morbida che rendeva tutto più delicato. Attraverso questa diffusione morbida composta per lo più da polvere, inquinamento e fumo, ho passato giorni e settimane, spesso per molti anni seduto sulle rive del Gange a guardare l'acqua dolcemente accarezzare la bestia umana.

In un sonno inquieto città lungo questo fiume convivono con i loro rifiuti industriali e domestici che riversavano nel letto del fiume a una velocità lenta ma costante. Un rapporto delle Nazioni Unite sottolinea come il Ganges morirà, diventando un fiume stagionale, in questa generazione.

La mostra sarà allestita presso la "Casa di San Tommaso" nel quartiere Castello

Angelo Turetta

Turetta inizia fotografando l’avanguardia teatrale degli anni 70-80. Dal 1982 collabora con Contrasto, lavorando come ritrattista di scrittori, musicisti, artisti e come reporter seguendo specifici temi sociali di attualità nazionale e internazionale con una costante particolare attenzione alla città di Roma. La realizzazione di servizi come fotografo di scena lo ha portando a realizzare un ampio affresco sul cinema italiano, lavoro con cui ha vinto nel 2001 il primo premio (Art Section) del World Press Photo.

Per il Roccasecca Foto Festival Turetta curerà una presentazione su cinema e fotografia.